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La Marina Imperiale – Prima parte

da Mar 11, 2023Lo Spazioporto Galattico

IL PUGNO DI FERRO DI PALPATINE

“Essa è immensa, sconfinata. E col tempo può ridurre in sabbia anche la più dura roccia!” Così Cassio Tagge definiva la Marina Imperiale e, se solo il suo personale fosse stato interamente all’altezza della sua potenza, nessuno avrebbe potuto dargli torto.

Più di un milione di navi e diversi miliardi di persone. Anche sparse per la Galassia, costituivano una potenza teoricamente insormontabile per chiunque osasse opporsi al nostro amato Imperatore.

Ma come era composta? Quali tipi di navi transitavano tra le sue fila? E quante persone c’erano su ognuna di esse? Beh, andiamo subito a chiarirvelo: dateci un momento.

LE GRANDI AMMIRAGLIE

Tredici in tutto, i Super Star Destroyer erano la punta di diamante (anzi, di Duracciaio) della Marina Imperiale. Dai più piccoli, lunghi “appena” otto chilometri come la Night Hammer, fino ai più moderni ed imponenti mezzi come l’Executor, lunga oltre diciannove chilometri, questi mostri corazzati erano in grado di occupare un intero sistema stellare con poco sforzo.

In proporzione alla stazza, il loro equipaggio, per quanto numeroso, appare quasi irrisorio rispetto a quello imbarcato su navi più piccole, ma l’elevata automazione delle loro apparecchiature compensava tranquillamente questa carenza.

Una nave come l’Executor, ad esempio, aveva a bordo un equipaggio di circa 100.000 persone, tra ufficiali, marinai, tecnici, ingegneri, piloti, medici e ricercatori. Oltre ad essi, era però attrezzata per il trasporto anche di cinque milioni di soldati, qualora fossero stati necessari per qualche operazione da sbarco, malgrado normalmente, da quando Lord Vader ne prese il comando dopo l’esecuzione di Tagge, su di essa venisse trasportata solo la nostra amata 501esima legione.

Una curiosità insolita è il fatto che queste grandi navi, non venissero mai messe al comando delle dodici flotte, ma piuttosto inserite in squadroni speciali.

Rimanendo sull’Executor, per fare un esempio, essa fu messa a capo del cosiddetto “Death Squadron” di Lord Vader, in cui militavano quaranta Star Destroyer, ma non venne mai affidata agli ordini di uno dei Grand’ammiragli, così come la precedente ammiraglia di Tagge: l’Annihilator, una bella nave, lunga quasi dodici chilometri, della quale sappiamo assai poco al termine del suo servizio presso il nostro Gran Generale preferito. La sola cosa che ci è nota, è il fatto che dopo la morte di Palpatine, essa venne catturata da una banda di pirati, che la rese la propria città navigante.

Alcune altre, come l’Eclipse, scomparvero misteriosamente nel nulla, probabilmente fuggendo nello spazio ignoto dopo la battaglia di Jakku, ma ancora non ne abbiamo certezze.
O meglio, ce le avevamo, prima che Filoni iniziasse a retconnare tutto a suo piacimento: vedremo dove ci porterà.

LA CLASSE IMPERIAL

Imperial-class Star Destroyer | Wookieepedia | Fandom

Milleseicento metri di duracciaio e torrette turbolaser. Trentaseimila persone pronte ad affrontare ogni nemico. Settantadue caccia TIE pronti a sfrecciare fuori dai suoi hangar ed a crivellare di colpi gli ala-x che oseranno volargli attorno. Questo è uno Star Destroyer.

La classe Imperial, divisa a sua volta in due: la cosiddetta Imperial I e la successiva Imperial II.

Nello 0BBY, al tempo di Una Nuova Speranza, la flotta imperiale contava su 25000 Star Destroyer di classe Imperial I, ed in quegli stessi giorni era in corso il varo dei primi SD di classe Imperial II, che si differenziavano dai loro predecessori per una maggiore potenza di fuoco e per l’inspessimento della corazza dello scafo (90 cm di duracciaio iper-compresso).

Queste navi erano la spina dorsale dell’Impero: divise per coprire i punti strategici più importanti della Galassia, oltre che per dare la caccia ad ogni possibile minaccia all’egemonia di Palpatine. Una buona parte di essi, oltre un migliaio, era diviso nelle grandi flotte, dodici in tutto. Ognuna di esse era posta al comando di un Grand’ammiraglio, e contava su almeno un centinaio di Star Destroyer, oltre a numerose navi minori, che vedremo più avanti.

Al di sotto delle flotte, c’erano gli squadroni. Affidati ad un Ammiraglio di Flotta, essi contavano dai dodici ai quaranta Star Destroyer, oltre al naviglio minore, e venivano utilizzati per missioni di conquista di sistemi o di settori nemici, oltre che per le battaglie spaziali di intensità medio-grande. Spesso questi squadroni operavano sparsi, riunendosi solo in caso di necessità.

Vi erano poi le Flotte di Settore. Queste non avevano un numero definito di navi, ma in base alla popolazione ed alla ricchezza di risorse della zona, il Moff che governava quella regione (che andava dai 70 ai 2000 mondi abitati) aveva a propria disposizione una flotta militare, posta agli ordini di un Ammiraglio subordinato a lui, che agiva ai suoi ordini allo scopo di garantire la sicurezza del suo settore.

Al di sotto degli Squadroni e, molto spesso, anche delle Flotte di Settore, vi erano le Linee di Battaglia. Esse contavano dai quattro ai venti Star Destroyer, generalmente agli ordini di un Ammiraglio, e venivano impiegate per i conflitti su media scala, di solito limitati ad uno o due sistemi stellari alla volta.

Infine, al di sopra del singolo Star Destroyer, ma al di sotto delle Linee di Battaglia, vi erano le Unità Operative. In esse operavano quasi la metà degli Star Destroyer imperiali, ed erano normalmente diffuse in modo assai più capillare per la Galassia. Un’Unità Operativa comprendeva di solito uno o due Star Destroyer, oltre a tre o quattro navi minori e poteva esser posta al comando di un Commodoro, di un Contrammiraglio, di un Viceammiraglio o di un Ammiraglio fresco di  nomina, ovviamente a seconda del numero e della potenza delle navi.
Lo stesso Thrawn, appena diventato Ammiraglio, prese il comando di una di queste unità, e sarà proprio comandandola che sconfiggerà il Cigno Notturno, meritandosi la nomina a Grand’ammiraglio.

GLI ALTRI STAR DESTROYER

Star Destroyer Venator

Ci ricordiamo tutti la mitica classe Venator, colonna portante della flotta nelle Guerre dei Cloni, vero? Beh, questa nave non scomparve del tutto: è vero, non ne vennero più prodotte, e molte di esse caddero in disuso poiché ormai vecchie, troppo lente e dalla potenza di fuoco limitata, ma se ben guidate potevano essere ancora efficaci, potendo portare un numero di caccia ben superiore a quello delle loro sorelle della classe Imperial.

Lunghe “solo” 1056 metri e necessitanti di un equipaggio di “appena” seimila persone, queste navi erano comunque delle ottime macchine da guerra, ed alcune di esse rimasero in servizio almeno fino al 2ABY, anche se con ruoli minori.

Victory-class Star Destroyer | Wookieepedia | Fandom
Star Destroyer Victory

Scendendo con la stazza, ci sono quelle che divennero le navi migliori per i bombardamenti orbitali, oltre che le seconde in comando per antonomasia delle Unità Operative più grandi. Navi il cui nome era tutto una garanzia, ossia la classe Victory.

Lunghe 900 metri e munite di potenti cannoni ventrali, queste navi erano ritenute troppo deboli per poter stare nelle linee di battaglia, ed al contempo troppo lente per le operazioni di caccia, quindi vennero impiegate principalmente come scorta ai grandi convogli, come basi per i bombardamenti in quota e per la protezione alle stazioni spaziali, delle quali parleremo a breve.

Onager-class Star Destroyer | Wookieepedia | Fandom
Star Destroyer Onager

Poco utilizzata, mal difendibile, ma terribilmente letale nell’attacco, era la classe Onager. Lunga milletrecento metri, con poco più di tremila persone di equipaggio, questa nave concentrava la quasi totalità della propria potenza di fuoco nel suo cannone turbolaser centrale, in grado di fare a pezzi una nave con un singolo colpo.

Essa era però una nave goffa, ed assai poco difendibile, essendo ricca di angoli ciechi, cosa che ne compromise l’efficienza, e spinse i piani alti dell’Impero a pensare a progetti migliori per incrementare la propria potenza bellica.

Cannot Get Your Ship Out: the speed zero maneuver: Imperial ship review:  Interdictor cruiser
Star Destroyer Interdictor

La Classe Interdictor ne è un esempio.
Anche di essa ne realizzarono pochi esemplari, ma la sua capacità di trascinare le navi fuori dall’Iperspazio, costringendole a battersi anche in occasioni in cui la sconfitta era sicura, la rendevano uno dei migliori risultati dell’ingegneria Imperiale.

Lungo solo settecento metri, con quattro pozzi gravitazionali così potenti da poter bypassare anche le iperguide, questo vascello tendeva a diventare un bersaglio, specie se per i nemici dell’Impero le cose si stavano mettendo male.

Incrociatore Quasar

Nonostante i suoi 1200 metri di lunghezza, l’incrociatore Quasar, non risultava come uno Star Destroyer, ma solo come un “portacaccia” armato.

Con quattro hangar, in grado di ospitare ottanta TIE l’uno, questa nave era l’ideale per un controllo planetario in quota. Necessitava di un equipaggio assai poco numeroso, e poteva contare su una vera flotta di piccole navette, pronte a sciamare fuori dal suo ventre e massacrare ogni nemico. Il fatto che una di queste navi fosse stata catturata su Rylot, diede non poche gatte da pelare alla Moff Morse per la perdita subita.

Continua…

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